Vedere l’Obiettivo

Introdurre un obiettivo e volersi migliorare dal punto di vista estetico o della performance dev’essere il nostro punto di partenza. L’inseguimento dell’obiettivo non implica necessariamente dei cambiamenti drastici nel nostro quotidiano, è importante comunque essere guidati da una persona esperta nel processo di miglioramento soprattutto per minimizzare gli sforzi profusi.

La motivazione è la spinta che conduce una persona verso una meta, sia essa rappresentata dal raggiungimento del proprio ideale di forma fisica, o dal tempo impiegato per concludere una maratona, o ancora dal muoversi a sufficienza per potersi concedere qualche sfizio a tavola.  Il senso di auto-efficacia è l’insieme di credenze che una persona possiede riguardo alle proprie capacità di raggiungimento dell’obiettivo. Motivazione e auto-efficacia sono per noi fondamentali alleati nel perseguire uno scopo, di qualsiasi natura esso sia.

La spinta motivazionale nasce infatti dalla capacità di metterci in gioco e criticarci, permettendo così di agire nella direzione di ottimizzazione delle nostre capacità.

Nel corso del cambiamento, i progressi raggiunti nello stile di vita vengono mantenuti attraverso un’introduzione lenta, progressiva e consapevole; solo col tempo infatti i nuovi accorgimenti si trasformano in abitudini. La sostenibilità dei passi fatti deve essere “accettata” dai gusti personali e armonizzarsi nel contesto lavorativo/familiare della persona.

Se è vero che alcuni cibi sono poveri dal punto di vista nutrizionale e quindi facilmente sostituibili, è altrettanto vero che la varietà con cui ci alimentiamo è proporzionale al numero di sostanze attive che il nostro organismo può trovare nella dieta. Per cui in condizioni di buona salute non consiglio l’esclusione assoluta di nessun alimento.

Quali aspetti considerare nella scelta quotidiana dei cibi in ordine di importanza?

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1. Stagionalità. La qualità nutrizionale di un prodotto, intesa come spettro di vitamine e micronutrienti in esso rappresentati, si esprime al meglio solo se il prodotto stesso segue i tempi dettati dai cicli delle stagioni.

2. Tutela d’origine. La provenienza di un cibo ha un legame inscindibile con il luogo in cui viene consumato. Il legame più virtuoso è quello che unisce produttori e consumatori all’interno dello stesso territorio.

3. Essenzialità degli ingredienti. Un parametro immediato per giudicare un prodotto è rappresentato dal considerarne la lista di ingredienti riportata in etichetta. Il fatto che essa sia molto lunga ci deve mettere in guardia sulla qualità complessiva del prodotto.

4. Il tempo di assunzione di pasti e spuntini non deve lasciare scoperti periodi troppo ampi della nostra giornata, e deve essere in armonia con il nostro stato ormonale.

4. Presenza ad ogni pasto almeno di una componente vegetale cruda.

5. Rapporto ideale in peso tra proteine vegetali e animali 2:1.

6. Una quantità moderata di olio EV di oliva o di colza assunto ogni giorno, alternando la forma cotta con quella cruda (entrambe importanti).

7. Gli alcolici sono tollerati dal nostro organismo se in piccole quantità; dobbiamo preferire quelli che garantiscono l’apporto di antiossidanti, come il vino rosso di qualità.

Il mio approccio al paziente non si fonda su opinioni personali ma segue la linea evidence-based promossa dall’Ordine Nazionale dei Biologi, e dalle linee guida dell’OMS e della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). Nel contesto della prestazione entrambe le tipologie di dati raccolti (strumentali e interviste al cliente), vengono considerate con il loro giusto peso.

La consapevolezza delle problematiche è il riflesso del mio aggiornamento continuo attraverso la frequenza di corsi ONB e la revisione della più recente letteratura scientifica.