Rientrando nei canoni della sobrietà post natalizia, siamo chiamati per l’ennesima volta a fare i conti con la bilancia. Che la situazione peso sia più o meno fuori controllo, a mio parere cambia tutto sommato poco, in quanto a monte quello che dovrebbe farci riflettere è il concetto tanto errato quanto dilagante di detossificazione. 

Gli eccessi alimentari delle feste sono una componente ciclica nella nostra cultura, e sembrano essere usati per sottolineare l’importanza della festività stessa: tanto più importante è la ricorrenza, tanto più in là si deve spingere la spregiudicatezza a tavola. 

Il danno causato dai bagordi non è solo rappresentato dal record più o meno impressionante di calorie che si sono riuscite a ingerire in un singolo pasto, come molti credono, quanto piuttosto dallo squilibrio che si viene a creare nel proprio rapporto con il cibo. Se un accesso moderato e regolare al cibo portano a un consumo sano nel corso della settimana, dall’altro lato un apporto smodato conduce spesso nell’immediato a dinamiche compensative di avversione e astensione da cibo. 

Tutte le pratiche utilizzate per “rientrare nei ranghi” (e nei jeans) in modo rapido rappresentano un pericolo tanto quanto l’abbuffata stessa. Difatti né il digiuno, né la restrizione calorica per più giorni rappresentano uno strumento efficace per detossificarsi dai recenti misfatti, né tantomeno per mantenere l’eventuale peso perso nel lungo periodo.

La detossificazione è per il nostro organismo un processo quotidiano e vitale che, se carente, può portare a patologie e alla morte. Il processo vede la mobilizzazione, biotrasformazione e eliminazione di agenti tossici di origine esogena (es. sostanze ingerite o inalate) o endogena (prodotti dall’organismo stesso). 

L’elevata importanza della detossificazione è tale da spiegare la grande quantità di energia investita quotidianamente dall’organismo per la trasformazione e lo smaltimento delle sostanze tossiche o inutili. Il ruolo di molti nutrienti essenziali che apportiamo ogni giorno è proprio supportare i processi di detossificazione. Non decidiamo noi quando è tempo di detossificare, ma ci pensa ogni giorno il nostro corpo, per fortuna.

Sono oramai numerose le evidenze di come un certo tipo di alimentazione abbia il potere di supportare i processi alla base della detossificazione, e molti pazienti si presentano dal nutrizionista con lo specifico intento di avviare un programma a breve termine di questo tipo. Altrettanti sono stupiti nell’apprendere che il concetto non si applica tanto a un protocollo a breve termine, quanto invece a uno stile di vita che necessita di essere adottato. 

All’origine del problema 

La salute di intestino e fegato è requisito fondamentale perché tutto l’organismo sia in equilibrio e svolga i processi di detossificazione in modo continuo ed efficiente. Ovviamente anche altri organi come i polmoni, i reni e la pelle intervengono nello smaltimento, tuttavia l’importanza dei primi due citati sopra è centrale, in modo particolare l’intestino deve agire da filtro impedendo alle tossine presenti nel cibo di arrivare nel sangue e raggiungere da lì potenzialmente tutte le cellule in periferia. 

Una funzione del fegato non ottimale invece prolunga e aumenta l’effetto tossico delle sostanze all’interno dell’organismo: difatti dopo il primo step di trasformazione, molti agenti tossici risultano bio-attivati e quindi in grado di esercitare una azione più potente rispetto ai composti non ancora trasformati. 

Da dove cominciare per una detossificazione efficace? 

Il primo step deve essere la rimozione di quei cibi e bevande che possono contribuire all’accumulo di sostanze tossiche, in particolare: 

  • Cibi che contengono residui chimici delle pratiche agricole
  • Cibi grigliati e in generale cotti ad alte temperature, in particolare quelli di origine animale
  • Grassi trans 
  • Istamina e sostanze allergogene

Oltre a questi 4 punti in direzione di esclusione, è fondamentale inserire alimenti che abbiano un buon indice fitonutriente, supportando l’organismo nei suoi processi di detossificazione. Un digiuno di più giorni risulta essere inadeguato proprio per questa ragione. 

Apporto di acqua: 30 mL / kg di peso corporeo al giorno.

Oli e grassi: importanti soprattutto le fonti di grassi a catena media (olio di cocco). 

Legumi, semi e frutta a guscio: importanti fonti di fibra che è essenziale nell’eliminazione. 

Proteine di alto valore biologico: fonti di aminoacidi solforati essenziali per gli enzimi coinvolti nella detossificazione.  

Frutta e verdura: oltre alla fibra (soprattutto quando consumati con la buccia nel caso della frutta) forniscono antiossidanti e fitochimici di grande impatto nella pulizia dell’organismo. Le crucifere* sono sicuramente tra le verdure più interessanti, e che hanno dimostrato proprietà preventive più potenti già in molti studi scientifici. 

Erbe e spezie: con la capacità di legare e eliminare alcuni metalli pesanti come mercurio e piombo, alcune erbe e spezie dovrebbero essere presenti quotidianamente nelle nostre ricette, parlando in special modo di prezzemolo, cumino, aneto, semi di finocchio e cilantro. 

Di Enrico Ponta 

 

 

* cavolfiore, cavolo nero, cavolo romanesco, cavolini di Bruxelles, crescione, ravanello, broccolo, senape.

 

 

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Fonti bibliografiche:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26026145

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23267844

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29124370

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25522674